Chi sono i Talebani


I talebani nel palazzo presidenziale L'immagine che restituisce la ragione di tanta paura è invece quella dei leader talebani che durante la notte, dal palazzo presidenziale di Kabul conquistato in poche ore dopo la fuga del presidente afghano Ashraf Ghani, annunciano un salto indietro di 20 anni. I Talebani imposero rapidamente rigide regole islamiche in linea con la loro stretta interpretazione della sharia.


Un esempio famoso fu nel 2001, quando i Talebani procedettero alla distruzione delle famose statue del Buddha di Bamiyan nell’Afghanistan centrale. La Cina si aspetta che i talebani e le varie fazioni dell'Afghanistan stabiliscano "una struttur aperta e inclusiva attraverso il dialogo e la consultazione,attuino una politica interna ed estera moderata e stabile, e proteggano in modo efficace la sicurezza di istituzioni e personale stranieri".


I talebani nel palazzo presidenziale L'immagine che restituisce la ragione di tanta paura è invece quella dei leader talebani che durante la notte, dal palazzo presidenziale di Kabul conquistato in poche ore dopo la fuga del presidente afghano Ashraf Ghani, annunciano un salto indietro di 20 anni. I Talebani imposero rapidamente rigide regole islamiche in linea con la loro stretta interpretazione della sharia.


Un esempio famoso fu nel 2001, quando i Talebani procedettero alla distruzione delle famose statue del Buddha di Bamiyan nell’Afghanistan centrale. La Cina si aspetta che i talebani e le varie fazioni dell'Afghanistan stabiliscano "una struttur aperta e inclusiva attraverso il dialogo e la consultazione,attuino una politica interna ed estera moderata e stabile, e proteggano in modo efficace la sicurezza di istituzioni e personale stranieri".


I talebani approfittarono subito dell’errore per aizzare la popolazione contro i militari stranieri e il governo di Kabul e lanciarono un attacco suicida contro la base aerea di Bagram per vendicarsi di quell’oltraggio all’islam. Baradar sarà il nuovo leader a Kabul, ma è importante notare che è sotto l’autorità del leader supremo dei talebani dal 2016, Haibatullah Akhundzada che regnerà sovrano sulla nuova incarnazione dell’emirato islamico dell’Afghanistan. È qui che iniziarono i talebani nel 1994, occupando la città quasi senza combattere, poi, dotati di carri armati, armi pesanti e molti soldi per corrompere i comandanti locali, sequestrarono Kabul quasi 25 anni fa, il 27 settembre 1996.


Ieri, nell’intervista alla BCC, i Talebani hanno cercato di presentarsi come diversi dal passato hanno affermato di essere impegnati nel processo di pace, in un governo inclusivo, e disposti a mantenere alcuni diritti per le donne. Il portavoce dei Talebani, Sohail Shaheen, ha detto che alle donne sarà ancora permesso di continuare la loro istruzione dalle elementari all’istruzione superiore.


I talebani hanno preso il potere e cercano di rassicurare con messaggi pacifici, ma la preoccupazione nel Paese cresce, soprattutto dopo le informazioni sui controlli che vengono portati avanti casa per casa. I talebani hanno il pieno potere in Afghanistan dove anche oggi, segnala Emergency, ci sono stati conflitti a fuoco e violenze sulla folla che tenta di lasciare il Paese.


Dopo il bombardamento e l’occupazione degli Stati Uniti dopo l’11 settembre, il mullah Baradar e un piccolo gruppo di talebani hanno inviato una proposta all’allora presidente Hamid Karzai riguardo a un potenziale accordo che avrebbe permesso ai talebani di riconoscere il nuovo regime. Ore 07,45 – Ex vicepresidente Afghanistan sostiene i ribelli anti-talebani – Amrullah Saleh, vicepresidente uscente dell’Afghanistan, ha espresso “rispetto, sostegno e apprezzamento” per gli afghani che hanno protestato contro i talebani.


Dal canto loro, i talebani non persero l’occasione offerta dai nemici su un vassoio d’argento ed esortarono gli afghani a pretendere il ritiro di tutte le truppe straniere che accusavano – e non a torto – di mancanza di rispetto verso la loro religione, le loro tradizioni e la loro cultura. Mentre gli Usa si preparavano a completare il loro ritiro, entro l’11 settembre 2021, dopo due decenni di guerra, i militanti talebani hanno conquistato le principali città. Tale accordo impegnava gli USA a ritirarsi e i talebani a prevenire ulteriori attacchi contro le forze armate americane.


La struttura di potere che Hashimi ha delineato avrebbe somiglianze con quella con cui i talebani guidarono l'Afghanistan dal 1996 al 2001. Conosciuti per la loro indipendenza, la loro abilità a combattere e a realizzare fruttuosi affari, gli Haqqani sarebbero responsabili delle operazioni dei talebani nelle zone montuose dell'Est dell'Afghanistan e avrebbero una forte influenza sulle decisioni prese dai vertici del movimento.


Questo perché i Talebani sono stati investiti di questo ruolo dai cinesi, turchi e americani.


Tra i leader che potrebbero comporre il direttivo ci sono Mawlavi Yaqoob, figlio del mullah Omar, Sirajuddin Haqqani, leader della potente rete Haqqani, e Abdul Ghani Baradar, che dirige l'ufficio politico dei talebani a Doha ed è uno dei membri fondatori del gruppo. L’annuncio fa seguito alle pressioni del Tesoro degli Stati Uniti, che detiene una quota di controllo del Fondo, per garantire che la quota dell’Afghanistan di un’assegnazione di riserve di diritti speciali di prelievo prevista per lunedì non cada nelle mani dei talebani.


I Talebani proibivano anche la televisione, la musica e il cinema. Gli Stati Uniti minacciano sanzioni se mancherà il rispetto dei diritti umani e civili ma restano aperti al dialogo con i talebani.


I talebani, a 20 anni dall’inizio della guerra in Afghanistan, sono tornati al comando del paese. Dopo la presunta svolta moderata, i talebani che hanno ripreso il potere in Afghanistan correggono il tiro. In vaste aree dell’Afghanistan, i talebani controllavano già, di fatto, la sicurezza locale, i tribunali locali e persino la distribuzione del cibo.


Nel marzo 2001, i talebani diedero inconfutabile prova di fanatismo iconoclasta distruggendo i due meravigliosi ed enormi Buddha di Bamiyan, colossi scolpiti nelle pareti di roccia della valle di Bamiyan, a 230 chilometri dalla capitale Kabul.




Sono tre anni che chiacchierano, parlano in Qatar e anche tramite la Turchia, hanno stabilito che i talebani tornassero al potere. Per far vedere quanto sono cambiati a vent’anni di distanza, appena ritornati al potere, sempre a Bamiyan i talebani hanno distrutto la statua di Abdul Ali Mazari, come riporta l’Associated Press.










In tale contesto le forze occidentali hanno lasciato prima il Kurdistan a disposizione della sete di vendetta di Ankara ed ora, dopo una lunga trattativa, hanno consegnato l’Afghanistan alla resa dei conti presentata dai Talebani. I Talebani hanno ripreso in mano in Afghanistan nel giro di una settimana.

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